Manuel Bagna: uno stilista particolare

Giovane età, esperienza e creatività: è quantomai difficile trovare una persona che possa racchiudere davvero tutto questo…tuttavia ci sono occasioni inaspettate in cui ci si imbatte proprio in persone così, occasioni in cui è impossibile non rimanere affascinati dai discorsi e dalla passione del proprio interlocutore.
Ed è proprio nella sua pittoresca casa che abbiamo potuto incontrare Manuel Bagna, giovane sarto specializzato in costumistica teatrale e cosplay, che dimostrando una grande maturità nonostante la giovane età ci ha permesso di conoscere qualche aspetto della sua vita artistica e lavorativa.
Ecco la sua intervista.
Cosa ti ha avvicinato a questo mondo?
Ho iniziato con il cosplay creando costumi per me partendo da un amore che c’è sempre stato per Halloween e carnevale. A 18 anni è nata la Spaghetti Cosplay, inizialmente per postare mie foto in costume e successivamente, con la collaborazione di una mia amica di Aosta, ho iniziato a fare i primi lavoretti che hanno riscontrato un ottimo successo: da quel momento è stata una scalata continua. Per motivi di salute ho dovuto interrompere gli studi superiori e, su consiglio dei miei genitori, ho cercato una scuola che mi insegnasse a fare quello che mi piaceva: i costumi per il teatro; ho trovato il mMacaron che ha l’indirizzo di “costume teatrale” che mi ha permesso in questi 4 anni di approdare all’ideazione del progetto della La Lamalcostume.
Hai avuto qualche influenza da parte della famiglia? Ti sei ispirato a qualcuno o si tratta di una tua propensione?
Anche se le mie nonne cucivano, non mi sono ispirato da loro: il modello familiare a cui mi sono ispirato è mio padre che non cuce ma ha sempre avuto una passione per il bricolage e per il fai da te. Ho quindi iniziato a rapportarmi con la costumistica dal punto di vista della costruzione (cappelli, scarpe), tutta la parte solida insomma, che poi ho voluto implementare con la parte sartoriale.
C’è qualcosa che ti ha spinto a passare da una sartoria da cosplay a una sartoria che pur rimanendo particolare si può utilizzare nel quotidiano?
Il cosplay è stato un rapporto di amore e odio. L’amore è nato dalla possibilità di spaziare in modelli e sperimentazioni bellissime, tuttavia la cosa che mi mancava era la possibilità di ideare quello che avrei creato: il cosplay consiste nel copiare fedelmente qualcosa fatto da qualcun altro. Quindi è nato l’amore per lo steampunk che mi ha dato la possibilità di proporre i miei abiti; ho iniziato a creare design sempre più complessi e strutturati, e a mescolare cosplay e steampunk così da migliorarmi sempre più. Gli sforzi hanno dato i loro frutti: ad oggi lavoro per un paio di compagnie teatrali che mi commissionano abiti di scena per tutti gli attori.
Al di là della palese vena artistica, Manuel di tutti i giorni come si veste?
La risposta è semplice: strano! Il mio abbigliamento da giorno è sempre “molto mio”, per me la regola base è che niente debba centrare con niente, per me non esistono due colori che non vadano bene insieme…e nel dubbio ne metto un terzo. La cosa bella del mio lavoro è che non smetto mai di viverlo.
Quali sono i tuoi progetti futuri?
Secondo me bisogna sognare in grande perché i sogni facili da realizzare sono da pezzenti; quindi al momento voglio ingranare con la LaMalcostume, magari spostare il laboratorio da casa mia a una sede vera e propria. Mi piace circondarmi di persone talentuose, lavoro con due ragazze che sono ottime sarte e sono persone brillanti e creative, piene di voglia di sperimentare qualcosa di nuovo. Mi piacerebbe lavorare per produzioni teatrali grandi ma non vorrei perdere il privato: mi piace avere il rapporto diretto con chi indossa l’abito. Non esiste commissione in cui non impari qualcosa di nuovo, non ho mai fatto una commissione che mi abbia annoiato.

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